sabato 8 giugno 2019

IL KAMASUTRA NAPOLETANO DI PULCINELLA recensione

DISCLAIMER
Mi scuso qui, in alto... da subito, per il tema trattato... che a qualcuno più bigott... koff koff.. volevo dire più sensibile... potrebbe essere di fastidio.
Soprattutto per l'uso di alcune parole che, haimè... sono contenute nel libro di cui vi parlerò e che non ho intenzio... cioè, volevo dire... trattandosi di cose poetiche, non ritengo giusto censurare.


IL KAMASUTRA NAPOLETANO

RICCAMENTE ILLUSTRATO E COMMENTATO 

Sul finire degli anni '90 trovai questo libro su una bancarella.  Lo pagai, forse, due... massimo tremila lire... anche se ne costava dieci.
Oggi scopro oggi che esso è ancora in vendita (ad esempio, lo è in edizione 2013 sul sito Unilibro... ma è presente anche su Amazon, ebay ecc) quindi, inaspettatamente, quello che voleva essere un semplice  e divertito articolo su un libro decisamente "particolare" diventa una vera e propria recensione.



Per descrivere in modo puntuale ed inequivocabile il contenuto di questo libro, cosa c'è di meglio che riportare esattamente la sua descrizione così come è scritta sulla quarta di copertina?

"Si sono scritte su Napoli tante cose, belle e brutte, vere e  false, divertenti e tristi, ma nulla di queste cose racconta, in maniera esplicita, una delle più importanti funzioni del genere umano:
"LA CHIAVATA"
E' 'o vero; il "Fatto" é sempre quello: C'é l'uomo che mette il suo .azzo all'interno della ...chiacca, ma vuoi mettere se lo stesso venga fatto sempre allo stesso modo o se invece si usino posizioni particolari, eccitanti e stimolanti?
Questo libro, scritto con piccanti illustrazioni e sboccati versi, non vuole essere una schematica trattazione delle posizioni dell'amore, ma bensì un divertente repertorio dell'erotismo napoletano consigliato ad un pubblico adulto non troppo rigido... ma bello sostenuto.


Il LIBRO

La mia,  è un edizione del 1993 e non so se quella più recente è diversa nel contenuto, nelle illustrazioni o nelle poesie. Certamente la copertina sembra essere identica. 
Io farò riferimento al libro che ho io. 

Dunque. Casa editoriale DI.ERRE edizioni (oggi DB3 italia). In genere, quando una libreria vuole disfarsi di un libro che proprio non riesce a vendere, invece di mandarlo al macero, lo "piazza" su qualche bancarella ad un prezzo più che stracciato.
Ora, questo libro... a dire la verità, non sembrava essere un gran cha (vi ricordo che per questa recensione non mi pagano... per cui posso dire quello che mi pare).  Da grafico riconobbi subito la scarsa qualità della carta e la pessima impaginazione. Le poesie erano scritte in un inguardabile grassetto quasi corpo 20, se non di più.
Le immagini interne erano semplici disegnini realizzati presumibilmente all'interno di un programma di Paint a risoluzione bassissima.



Le immagini del Kamastura vero e proprio, pur essendo anch'esse di bassa qualità artistica (capisco però che se fossero state disegnate in maniera più realistica, qualche lettore ingenuo si sarebbe potuto sturbare troppo... ironico) almeno, sono state scannerizzate in un rapporto 1:1, il che vuol dire che non sono tutte sgranate. 
Ma in copertina c'era PULCINELLA ed io... dovevo avere quel libro!



LE POESIE ED I TESTI

Le didascalie poste sotto le immagini del Kamasutra mi sembrarono scritte in un napoletano un poco forzato. Anche lo stesso testo mi sembrava poco naturale... quasi un pretesto per infilar dentro a tutti i costi, termini sboccati  e forti immagini   mentali.
Insomma, non sembravano essere quei testi, all'apparenza anche più volgari, dei grandi poeti erotici napoletani del calibro di Angelo Manna, Raffaele Petra  marchese di caccavone, Salvatore di Giacomo o Ferdinando Russo ma quasi un riempitivo, a parer mio, tanto che nelle ultime immagini la didascalia diceva semplicemente "chiavate varie". Della serie "non so' più neanche io cosa inventarmi!". 

Le poesie contenute all'interno, invece, (alcune veramente divertenti, altre anche "eccitanti", pur mantenendo quell'impressione di forzatura che, purtroppo è un problema di chi vuole imbrigliare a tutti i costi la libera musicalità del dialetto napoletano) sono scritte da poeti più famosi come:

GIOVANNI BOCCACCIARI (boccariccia)

Giovanni boccacciari visto da Ubaldo Vittorio

Giovanni Boccacciari nato nei primi anni del '900 è una figura importante all'interno del panorama della poesia napoletana.
Fu inizialmente giornalista al "Rinaldo in campo" poi al "6 e 22" firmandosi come Boccariccia, pseudonimo che adoperò, poi, anche al “Monsignor Perrelli”. 
Legato ai canoni della migliore poesia napoletana, si è distinto perché scrupoloso nella scelta dei termini più appropriati e molto abile nel destreggiarsi anche nel linguaggio più popolaresco. Le sue opere colpiscono, oltre che per l’originalità dei soggetti, per la semplicità espressiva e la sincerità dell’ispirazione. La sua è una poesia che rifugge da artifici tecnici e da astuzie di mestiere. (concentrato da "il vomerese"

GENNARO ESPOSITO

Gennaro Esposito, nasce a Napoli il 3 novembre 1920 ed ivi si spegne il 28 febbraio 2004.
Esprime nelle sue poesie l'ispirazione legata al mondo dei meno abbienti dei suoi giorni di adulto e di quelli della sua giovinezza, quella delle difficoltà economiche belliche e postbelliche. Una combinazione di disposizioni artistiche ed umane, quelle di Gennaro Esposito, brillantemente documentate dai profondi versi della sua toccante lirica “’E ffinte ’e mammà”.


EDUARDO FASANO

Nasce a Napoli nel 1913. Poeta, canzoniere e filodrammatico ha partecipato con validi esiti a competizioni canore di Piedigrotte e Festivals.

ROBERTO DI ROBERTO

Roberto Di Roberto nacque a Napoli nel 1946. Figlio Di Gennaro Di Roberto , un'altro dei più importanti poeti della' poesia napoletana.
Ha partecipato a molti concerti di letteratura e poesia ed è stato più volte ospite di tv private per declamare le sue poesie.

e poi, ancora:

LORENZO DE MEIS

UGO DE FAZIO

LUCA LOR

S. M. KAPPA

SASA'

LUCA CASTI


A QUESTO PUNTO:

Ma, a questo punto ho già capito cosa state aspettando. Malvagi che non siete altro. Corrotti dalla curiosità. Traviati dall'immorale pruderìe. 
O voi, nemesi di quelli che sono più bacchettoni... di quelli che utilizza Tullio De Piscopo in concerto.
Voi volete un esempio del contenuto proibito! Volete che vi scopra il GABINETTO SEGRETO DI POMPEI!?

E vabene, allora. Una sola pero!... Vabbè: una e mezza! E chi nun 'è napulitano s'arrangia.

Pornografia 
di Giovanni Boccacciari (Boccariccia) 

Tutta l'umanità fa' nella fica
e gode a ffà qualunqua purcaria;
ma cheta rrobba non si scrive mica, 
se no si pecca di "pornografia".

Invece è ipocrisia, falso pudore, 
la finta ingenuità d' 'o tiempo antico.
Sti ccose se sò fatte a tutte ll'ore
c'o sposo, 'o 'nnammurato e cu l'amico.

S'è cammenato semp'e sta manera
- 'o "sesso" è proprio 'na necessità-
ma 'a gente ch'è gnurante e strellazzera, 
'ncoccia ca nun va buono a s' 'o cuntà.

Nun date retta, chesta è 'na buscia, 
'o munno è 'n accuzzaglia 'e falsità.
'E chello ca se fa, parola mia, 
è meglio se si dice 'a verità.

È 'nu sbaglio a chiammà pornografia
l'immagine dell'atto sessuale;
è confermato dalla biologia
ch'è un classico bisogno corporale.

E chi 'se scandalizza è 'nu fetente
ca s'avanta ch'è serio e che è pulito.
ma 'o ffà pur'isso e quasi certamente
se ratta meglio 'e ll'ate ogni prurito.

Io sò napulitano e me ne vanto,
e 'a chesta lengua mia nun m'alluntano.
Me sazio a dì "te faccio 'o mazzo tanto!",
nun dico: 'o pene, 'a vulva e 'o deretano.

Saccio scrivere buono 'o ttaliano,
però me piglio gusto e me sullazzo
quanno dico nel mio napoletano:
"Nun parlà cchiù, ca m'he scassato 'o cazzo!".

Si scrivo fessa, gùallera, pùrchiacca, 
'o pesce, 'e ppacche, 'e zizze, che bellezza!
Nun ce refonno niente a dint'a sacca:
sò 'e stesse cose e non è 'na schifezza.

Cù st'organe è furmato 'o corpo umano
e se ponno chiammà 'e tanta manere:
'e saccio tutte, ma in napoletano
'e trovo culurite e chiù sincere.

E allora, chisti scrupole 'e cuscienza
me pare ca putesseno abbastà.
In fondo, nun 'ce serve n'arca 'e scienza,
'na vota bona, a ce 'mparà a campà.

Se studiano int'è libbre anomalie
'e tutte specie, sparze p''o Criato;
ma chi l'esalta e ne fa poesie 
è 'pornografo, strunzo e depravato.

'E masuchiste, sadiche, ricchiune,
lesbiche, se ne trovano a mappate,
'o maniaco in cerca d''e guagliune,
'o necrofilo... tutte sò malate.

'A natura te fà 'na fessaria
ca s'appresenta brutta e sturzellàta.
E siente a me, nun è pornografia
si scrive: "M'aggio fatto 'na chiavata".


---.---

'Na verginella 'e recchia 
di Gennaro Esposito

Doppo ca me faciste duie pumpine,
fatte a mestiere, fatte a pont''e lengua,
e 'te faciste fà duie ditaline,
'ne pretendiste n'ato, e fuieno tre;
e doppo ca 'o vuliste pure areto
diciste: "... e mò, chisà che pienz''e me!"

'O tiempo nun m''o diste 'e 'na risposta,
ca già 'o tenive 'nata vota 'mmocca,
e te faciste nera a sta proposta
quando pensaie 'a fessa 'e te scassà:
te mettiste 'alluccà pè tutt'a casa:
"Curre, mammà, 'me vò disonorà!"
                                                                                                                     

martedì 4 giugno 2019

All'anima 'e Pulcinella... e Pulcinella in un Anime

Mi perdonino gli Otaku, i Geek, i Weeaboo... e i Nerds in generale se per il resto di noi altri, poveri vetusti italianofili, dovrò iniziare questo post con un glossario italo-giovanil-giapponese.

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glossario 
Otaku 
Giovane dedito in maniera ossessiva a una particolare attività, hobby o interesse (spec. fumetti, cartoni animati, videogiochi e computer).
Anime
si tende a definire anime come sinonimo di "cartone animato giapponese"
Manga
Fumetto giapponese 
Manga 
Fumetto giapponese


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Di cosa parliamo oggi? di OVERLORD

Overlord nasce come light novel  (un romanzo illustrato simile ad un manga) a partire dal 2012, scritta da Kugane Maruyama e illustrata da so-bin. Diventa poi un vero e proprio Manga con Hugin Miyama e poi un Anime prodotto da Madhause ed acquistato in Italia da Yamato Video.

la trama 

Anno 2126. Yggdrasil è una realtà virtuale MMORPG che, un tempo molto popolare, è ora sull'orlo della chiusura. Momonga, uno dei suoi giocatori più forti e famosi, esegue il login per l'ultima volta per assistere alla fine del servizio, ma durante il conto alla rovescia chiude gli occhi e ripensa a tutti i bei momenti passati con i suoi compagni. Quando li riapre, Momonga scopre che il logout non è avvenuto e che, anzi, egli stesso è stato catapultato nel gioco, divenuto ora un mondo reale a tutti gli effetti, sotto forma del suo personaggio, un lich con grandiose capacità da mago. Tutt'altro che sconvolto, da questo momento in poi il suo unico obiettivo sarà conquistare il nuovo mondo in cui è rinato


Si ma... a noi, dico... a noi...  che ce ne frega? 

Sia nel fumetto... pardon, nel manga, che nel cartone animato... mannaggia... volevo dire nell'Anima, cioè no! Si dice AnimE... mi raccomando, non facciamo inc@zz#@re i nostri figli.
Comunque, nell'universo di OVERLORD giapponese è presente proprio il nostro caro Pulcinella.


Pulcinella (プ ル チ ネ ッ ラ) o Puruchinerra, come dicono i giapponesi,  è una specie di clown nella Grande Tomba di Nazareth, un  luogo della  serie. 
Pulcinella indossa un abito bianco e una maschera nera con un lungo naso a becco che ricorda quelle maschere dei dottori durante la peste del '600. 



Nella tasca anteriore della sua veste, porta un bisturi
 ed il suo personaggio viene descritto dal Demiurgo (un personaggio dell'anime) come  "gentile e misericordioso", tuttavia, questa affermazione non dovrebbe essere presa proprio alla lettera considerando che il demiurgo ha una visione del mondo ed una  personalità abbastanza deformata.
In realtà, Pulcinella è un personaggio pazzo che farà del male ad alcune  persone per rendere felici delle altre.
La sua personalità, infatti, è stata creata proprio con l'obiettivo di rendere tutti felici ma, tuttavia, le idee che ha in mente sono estremamente alterate.

 In una scena il Demiurgo si domanda: "Non riesco a capire perché odieranno il nostro gentile e generoso Pulcinella. 
"la sua idea è  semplice: scegli un uomo e taglia il suo braccio, altri lo confronteranno con se stessi e capiranno di essere felici. E per rendere felice l'uomo che ha perso il braccio, basterà poi tagliare il piede degli altri.
Ohhh, sto rendendo molte persone felici! "

Qui come appare nell'Anime

Insomma... se vogliamo, la logica perversa e contorta del Pulcinella ci sta.

In un altro episodio Pulcinella aiuta il demiurgo scuoiare gli umani per fabbricare rotoli magici . 

Si consideri che nella Web Novel, Pulcinella non esiste perché è stato introdotto introdotti solo nell'anime (III stagione) e nel romanzo leggero. 

Il fatto che il personaggio sia basato proprio sul "nostro Pulcinella", anche se alla fine indossa i panni di un medico della peste, è palesemente dichiarato dagli autori.




mercoledì 22 maggio 2019

PIACERE, PULCINELLA... CIOÈ... VOLEVO DIRE... DECIO CAVALLO... CIOÈ... UGO D'ALESSIO

Ugo D'Alessio... è presente in quasi tutte le commedie di Eduardo De Filippo ed in moltissimi film di Totò
Eppure il suo nome, probabilmente in un primo momento potrebbe non dirvi niente. 
E se vi dicessi, invece:"piacere... Decio Cavallo""Di' in po' paisà, è un buon bisinis?" facendo riferimento all'avventato acquisto della Fontana di Trevi in "Totò truffa 62"?
Sissignore è lui.



ma vi ricorderete di lui come Aglietiello, amico di Eduardo De Filippo in non ti pago


O come Mastro Ciliegia nello sceneggiato TV di Comencini "le avventure di Pinocchio"


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Un poco della sua bio:
Ugo D'Alessio, all'anagrafe Pasquale D'Alessio (Napoli, 26 agosto 1909 – Napoli, 16 febbraio 1979)
Proveniente da una famiglia napoletana di artisti, debuttò a soli otto anni nella commedia Un grazioso equivoco, sotto la direzione dello zio Giuseppe; in seguito recitò con Nino Taranto e successivamente al Teatro Ambra Jovinelli di Roma fu impegnato nella Sceneggiata napoletana.
Per cinque anni, a partire dal 1927 recitò nella compagnia teatrale Cafiero-Fumo, per poi iniziare l'importante esperienza con Eduardo De Filippo.
(...) Fu anche direttore artistico del Teatro Sannazaro.
(da WIKIPEDIA)

Di seguito solo alcune delle sue interpretazioni, ne sono tante. Per la lista completa vi rimando ancora una volta a Wikipedia
Totò a colori, Processo alla città, Un turco napoletano, Questi fantasmi, Il medico dei pazzi, Totò truffa 62, Il giudizio universale, Totò contro i 4, Capriccio all'italiana, Miseria e nobiltà, La cantata dei pastori, Napoli milionaria, Le avventure di Pinocchio, Le voci di dentro ecc....

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Nel film "il Giudizio Universale" (1961) anche se per poche scene egli indossa i panni di Pulcinella (ed ecco spiegarsi la sua presenza su queste pagine)

Il film si apre su un mattino di una normale giornata a Napoli: una stentorea voce che sembra arrivare dall'alto dei cieli annuncia che "Alle 18 comincia il Giudizio Universale".
L'annuncio si ripete con sempre maggiore insistenza, dapprima trattato con sufficienza e poi con sempre maggiore preoccupazione. La trama si frammenta in una serie di scenari e storie intrecciate fra loro (...) Chi si pente troppo tardi, chi si dà alla pazza gioia, chi ostenta una falsa indifferenza. All'orario annunciato, la città viene sferzata da un tremendo diluvio, dopo di che, con grande solennità, il Giudizio comincia per concludersi però altrettanto misteriosamente. Tornato il sole, la gente si precipita al ballo del Duca e ben presto tutto viene dimenticato. (da Wikipedia)

IL CAST

Il film si avvale di attori di grande fama italiani e stranieri. Eccone alcuni:

Paolo Stoppa • Vittorio Gassman • Silvana Mangano • Jack Palance •  •Vittorio De Sica • Renato Rascel • Alberto Sordi • Nino Manfredi • Ciccio Ingrassia e Franco Franchi •  Domenico Modugno  • Mike Bongiorno • Pietro De Vico • Gigi Reder

In questa foto è presente l'attore italoamericano Ernest Borgnine  e Fernandel. Alcune scene furono girate nei pressi del Museo Nazionale di Napoli. 


In quell'occasione Fernandel si fece fotografare con il piccolo Ciro Giorgio, che abitava nei pressi, che diverrà poi da grande, a sua volta, un valido ed apprezzato Pulcinella.



Foto di scena: Con Tartaglia il Pazzariello Gigi Reder (il ragionier Filini amico di Fantozzi) e Ugo D'alessio (immagine tratta dal libro di Andrea Mascara "il segreto di Pulcinella".

Sotto: D'Alessio con Renato Rascel




Pulcinella e a destra Franco Franchi e Ciccio Ingrassia


Scena finale del gran ballo al Teatro San Carlo. Da notare che mentre l'intero film fu girato in bianco e nero la scena di giubilo e di festa finale, di pochi minuti comunque, fu realizzata  a colori.

giovedì 16 maggio 2019

PULCINELLA PIANGE: IL SUO PITTORE È CIECO

Una triste storia italiana.


Prima precisazione:  questo è un'articolo apparso sulla rivista STOP presumibilmente nel 1994. Dico presumibilmente perchè possiedo solo l'articolo strappato che non porta altra indicazione che il mese: febbraio.
Purtroppo non posso neanche dire chi è l'autore dell'articolo, che riporto per intero, per lo stesso motivo.



Stop è una rivista settimanale di attualità pubblicata in Italia dal 1946. Nata come rivista che si occupava di argomenti femminili, nel corso degli anni si sono sviluppate delle rubriche di attualità, in particolare sul cinema e sul mondo dello spettacolo con particolare attenzione al gossip e su cui vengono pubblicati romanzi a puntate.

Seconda precisazione: Non conosco l'epilogo di questa storia. Anzi, se qualcuno sapesse che fine ha fatto questo pittore... se è ancora in vita (dovrebbe avere un ottantina d'anni), se si è operato, dove si trova adesso il quadro, ecc... me lo comunichi. Ho cercato in rete ma notizie non ce ne sono.
Speriamo che questa non sia l'ennesima storia di miseria e malasanità italiana. Chissà se oggi, con la solidarietà  espressa attraverso i media e i social, la storia sarebbe andata in modo diverso. Comunque, ecco l'articolo.



L’ ULTIMO quadro, l'estrema speranza. 

Antonio Pascarella, 58 anni, pittore, sta perdendo completamente la vista, ormai vede solo qualche ombra. 
E sempre stato squattrinato, un tipo tutto genio e sregolatezza, ma dipingendo riusciva sempre ab sbarcare, in modo più o meno acrobatico, il lunario. 

Ora luce, colori, forme sono svaniti dinanzi ai suoi occhi che si stanno spegnendo. «Tre anni fa mi si annebbiò la vista  alI'improvviso», dice,  «e incominciai a non distinguere più bene i  colori.  Mi diagnosticarono il distacco della  retina in tutti e due gli  occhi. Una serie di interventi col laser avrebbe potuto salvarmi un occhio.

Occorrevano però 500 mila lire per seduta, 5 milioni in tutto, e non li avevo…»
Antonio Pascarella, pittore girovago da una vita, lasciò perdere. Sopraggiunse però a peggiorare la situazione, la caduta della cataratta e diventò quasi cieco.

 «Quando vivi di pittura diventare cieco non è un dramma», dice, «è I'inferno. Soprattutto se non hai un quattrino...». 

Originario di un paesino della Basilicata, Antonio Pascarella è ora ospite, dal lunedì al venerdì, di un albergo, I'Odeon Hotel di Napoli, vicino alla stazione, dove gli fanno credito. 



«Qui posso sperare di trovare un acquirente per il mio quadro, il solo che mi sia rimasto di una certa importanza.  A Malta, nell'86. me lo avevano valutato cinque milioni. Oggi mi accontenterei di uno...». 

Il tesoro di Antonio è un ritratto di Edoardo De Filippo nelle vesti di Pulcinella. Non se ne è mai voluto separare. Lo farebbe ora soltanto per curarsi gli occhi. 
Infatti, se interverrà in tempo, almeno uno potrebbe essere salvalo. Ma non ha ancora trovato un acquirente. 



«Ho scritto pacchi di lettere e di telegrammi invocando aiuto», dice, «a Scalfaro, al Papa, a un numero infinito di politici, a preti, a ricchi signori. Neppure una risposta si sono degnati di mandarmi...». 

L’eccentrico pittore, che ha percorso mezza Italia restando sempre al verde, ne ha davvero passate tante. Ingenuo, forse improvvido. un po' credulone, disattento al passare del tempo mentre inseguiva la magia dei colori e un suo sogno di gloria mai realizzato, Antonio Pascarella, nonostante le infinite amare disillusioni, ha conservato la speranza e uno spirito combattivo. 
Il momento più drammatico della sua non facile esistenza è stato quello della morte del figlio, finito ancora ragazzino sotto il trattore del nonno, in campagna. «Quello fu un  buco nero della mia vita da cui sono uscito non so come», ricorda, «in fondo sono morto anch'io, allora. È finita una vita. quella spensierata, sorridente, dove tutto sembrava facile e bello e ne è incominciata. a fatica, un altra. Soltanto i pennelli e la mia passione per la pittura mi hanno sostenuto. Il dolore però è sempre qui, come un coltello nel cuore, senza rimedio. Purtroppo di dolore non si muore, quindi ho tirato avanti, sempre lontano dalla mia famiglia che è rimasta in Basilicata e che raggiungo di tanto in tanto quando posso. Presto sono incominciati i problemi alla vista e allora anche il precario equilibrio che sono riuscito ad ottenere è crollato…».

UN ALBERGO LO OSPITA GRATIS. Lo sfortunato pittore dinanzi al cumulo di carte che documentano le sue penose condizioni: domande di pensione rimaste finora senza risposta, lettere e telegrammi con i quali si è rivolto inutilmente ad autorità e politici per chiedere aiuto. Accanto a lui, Albino, uno dei pochi amici rimastigli: è il giovane portiere dell'albergo napoletano che lo ospita, gratis, per alcuni giorni la settimana.

Tutte le speranze di Antonio Pascarella, in arte GIORDANO, sono affidate a quel ritratto di Eduardo dipinto tanti anni fa, custodito gelosamente, sempre esposto, mai venduto e ora in attesa di un acquirente che non arriva mai, dietro il bancone dell’albergo.
Non ha altri dipinti da vendere?, gli chiedo. 
«No. purtroppo», mi risponde amaro, «la mia è la storia di un artista sfortunato. Di quadri ne avrò realizzati duecento, ma a parte quelli venduti che mi sono serviti per vivere, molti li ho perduti in varie disavventure, quelle che possono capitare a un poveraccio come me. Una volta mi comprarono dei quadri con un assegno rubato, un'altra volta a Colleferro fui fermato dai carabiniri mentre esponevo i miei lavori in una fabbrica. Dicevano che erano rubati. 
Non servi neppure la testimonianza del corniciaio che venne immediatamente e giurò che si trattava di quadri miei. Mi furono sequestrati. Erano 17 pezzi e non mi furono più restituiti…». 
Colori, tele, pennelli, tutto il mondo di Pascarella, pittore girovago e senza fortuna se non quella di saper dipingere quando ancora poteva vedere, ora non lo aiutano più. Un pesante velo scuro ha coperto i suoi occhi che un tempo sapevano catturare figure, paesaggi, nature morte e gli assicuravano la vita. 
Anche se dovesse vendere quel quadro che in tempi migliori avrebbe voluto tenere per sé, Pascarella non risolverebbe il suo problema, non potrebbe cioè far fronte alle spese per l'intervento agli occhi, per i trasferimenti necessari a Roma. dove potrebbe essere operato. 
Ha quindi bisogno d'aiuto, di un tempestivo e concreto aiuto in denaro. Ma anche di una pensione. 
«Ho accumulato montagne di carte», dice con rabbia, «domande e documentazioni sulla mia cecità per ottenere una pensione di invalidità, ma per ora non c'è stato modo di avere una risposta. Forse per i signori dell'Inps la vista non è un bene indispensabile per uno che fa il pittore e ha bisogno di lavorare per vivere». 

Un pittore cieco, senza un soldo, senza altre risorse che un ritratto  del grande Edoardo, cosa puo' fare per campare se non sperare di venderlo e poi appellarsi al buon cuore della gente? 


giovedì 21 marzo 2019

21 MARZO GIORNATA MONDIALE DELLA MARIONETTA

Ecco qua. È successo un'altra volta. 
Pochissime settimane fa avevo scritto questo articolo in cui mi lagnavo che nessuno mi aveva avvertito che il 25 febbraio è la giornata mondiale della Commedia dell'Arte 


Adesso scopro che il 21 MARZO è ila giornata mondiale  dedicata alla marionetta.
Noo... io devo vedere con chi lamentarmi, a chi devo rompere le scatole!!!


Comunque.
Sono molti i paesi che in tutte le parti del mondo celebrano il 21 marzo la Giornata Mondiale della Marionetta o GMM2019
A promuoverla è Unima – l’Union Internationale de la Marionnette – la più antica associazione di teatro esistente, fondata a Praga nel 1929. 
L’UNIMA  è un’Organizzazione Internazionale Non Governativa che gode di uno statuto consultativo presso I’UNESCO e riunisce delle persone di tutto il mondo, le quali contribuiscono allo sviluppo dell’arte dei burattini e delle marionette al fine di servire con quest’arte i valori umani quali la pace e la mutua comprensione tra i popoli senza distinzione di razza, convinzioni politiche o religiose, la diversità delle loro culture in conformità con il rispetto dei diritti fondamentali dell’essere umano, come sono definiti nella Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo delle Nazioni unite del 10 dicembre 1942.

Il 21 marzo è stato scelta perché corrisponde al primo giorno della primavera (nell'emisfero Nord), ma soprattutto perché è il giorno in cui il clima è di solito più mite in quasi tutto il mondo, favorendo i festeggiamenti sotto tutte le latitudini e longitudini.

A rappresentare l’Italia insieme a Unima Italia



CIVIDALE DEL FRIULI

In questa straordinaria festa di fratellanza senza confini, saranno varie città italiane  ma la sede scelta è   Cividale del Friuli che dal 21 al 24 marzo accoglierà compagnie, studiosi, operatori, collezionisti e appassionati provenienti da tutt’Italia. Un programma ricchissimo: sono oltre 100 i protagonisti del mondo del teatro di figura! Qui la brochure





TORRE ANNUNZIATA

Parteciperà alla Giornata Mondiale della Marionetta anche  l’Assessorato alla Cultura del Comune di Torre Annunziata, in collaborazione con l’Associazione Culturale “Corelli” (di cui sicuramente tratteremo in seguito).




Sarà una settimana di spettacoli e incontri presso il Museo dell’Identità di Palazzo Criscuolo. Da lunedì 20 a domenica 26 marzo, oltre a un' esposizione di marionette di fine ‘800 aperta dalle 10:30 alle 12:30, sono previste proiezioni, dimostrazioni e spettacoli, tutto a ingresso libero. 

“Sarà una settimana interamente dedicata a questa antica arte – afferma l’Assessore alla Cultura Imma Alfano – che interesserà non soltanto i piccoli spettatori, ma anche tutti coloro che amano questa particolare e affascinante forma di spettacolo”.

LA GGMM NELLE PASSATE EDIZIONI

promo dell'edizione GGMM del 2014 a ROMA


Edizione del 2013 a Maiori-Salerno





martedì 19 marzo 2019

Pulcinella Street Art ovvero Pullecenella azzecato 'nfaccia'o muro' 'o muro

Introduzione: che cosa è la Street ART

Avete presente quando avete la vostra bella nuova saracinesca del negozio... tutta pulita... che l'abbassate e poi andate a dormire e il giorno dopo, quando tornate per iniziare una nuova faticosa giornata di lavoro la trovata tutta inquacchiata di disegni, frasi d'amore alle fidanzate e piselli giganteschi? Ecco cos'è.

Ma se proprio volete delle definizioni più serie eccole:

Arte di strada o arte urbana (in inglese "street art") è riferito a quelle forme di arte che si manifestano in luoghi pubblici, spesso illegalmente (senza esplicito permesso), nelle tecniche più disparate: bombolette spray, adesivi artistici, arte normografica, proiezioni video, sculture ecc.

Molte persone non riconoscono questa pratica d'arte come arte anzi, i più delle volte si parla di veri e propri atti di vandalismo.

A Napoli il fenomeno CARLO GIOVE

Ovviamente  a Napoli il fenomeno della street art e quello dei graffitari fu interpretato in modo più creativo infatti, accanto ai vari "Dio c'é", "+ case -chiese" e "secco vive" compare intorno a gli anni 80 la scritta "Checco 87" e "W CARLO GIOVE IL CANTAUTORE DEL MOMENTO".

Per quanto riguarda Checco 87 conserverò fino alla tomba il segreto dell'autore della scritta... autore che era in classe con me all'Istituto d'Art... uh... per poco non mi sgamavo.

Per quanto riguarda, invece, il caso della scritta su Carlo Giove che apparve sui muri di tutta Napoli e paesi d'intorno... posso confermare che inizialmente si avanzarono numerose ipotesi su chi fosse questo Carlo Giove.
Qualcuno disse addirittura che si trattavano di messaggi in codice tra spacciatori  (come si suppone sia per la scritta Dio c'è)

Si scoprirà poi che si trattava di un vero cantautore e che quella altro non era che una reale forma di propaganda, riuscitissima direi. ecco la sua pagina FACEBOOK.


Pulcinella sui muri di Napoli

È da qualche anno che agli inguacchi sui muri di Napoli, pur restando un fenomeno non del tutto ben visto, si stanno sostituendo delle vere e proprie creazioni artistiche.
Sui muri di Napoli sono prima apparsi dei logo giganteschi tipici della cultura hip pop poi, successivamente, anche grazie a gruppi come quelli di GRIDAS che si proponevano di "stimolare un risveglio delle coscienze e una partecipazione attiva alla crescita della società" il graffito si è trasformato poi in murales con un messaggio più impegnativo.
Ultimamente sono cominciati ad apparire anche dei murales commemorativi per personaggi "eccellenti" scomparsi di cui la nostra città non dovrebbe mai dimenticarsi. Ecco quindi Eduardo de Filippo, Pino Daniele, Massimo Troisi... fino a quel gigantesco San Gennaro su un palazzo di forcella realizzato dal napoletano JORIT .

Ma a noi interessa Pulcinella.


Si occupò di Pulcinella il francese Ernest Pignon incollando nottetempo le sue stampe, veri «sudari di carta», sulle antiche mura dei Decumani, oggi in mostra al Grenoble attraverso gli scatti di Alain Volut («La memoria dei vicoli») e comunque indimenticati benché quasi del tutto scomparsi.





Anche i dintorni di Napoli sono pieni di murales, stampe adesivi con protagonista il nostro eroe. La foto sopra, ad esempio, è stata scattata a Piscinola.





Questa murales è stato realizzato da ZED1 nel 2015   nel parco Merola di Ponticelli, a Napoli est, sul tema del gioco e sul diritto ad essere bambini. Lavoro sponsorizzato dal Rotary club Campania Napoli.



Questo murales rappresentante Pulcinella metà San Gennaro e metà asso di bastone si trova a vico Trinità delle Monache nei Quartieri Spagnoli ed è stato realizzato del graffitaro tatuatore mr. Pencil08, alias Domenico Acampora.





Pulcinella apparso nel centro storico della serie PULCINELLA PIZZAIOLO SUPEREROE NOSTRANO.



È fernuta 'a zezzenella, stencil vagamente allusivo diretto contro i politici o contro la criminalità, boh,  realizzato dall'artista salernitano INSERRA





Murales realizzato da un altro francese, Heol Art, ed ecco il suo sito.







"Pulcinella e i briganti" realizzato dall'artista LIVIORI traendo spunto da una copertina di un fumetto di Martin Mystere



Non identificato




Questo Pucinella, invece è in impostore. Si tratta di Monsieur Chat che si è travestito da Pulcinella.
Sembrerebbe trattarsi di un personaggio, un gatto, inventato addirittura nel 1997 ma il cui creatore è tuttora ignoto. In realtà nel 2007 è stato ripreso dalle telecamere mentre operava e il video è visibile qui.



Per il momento è tutto.Non escludo che vi siano altri murales con la sua effige in giro e di sicuro altri ne verranno. Chiunque ne avvisti uno me lo faccia sapere, magari con una foto indicando anche il luogo. grazie

lunedì 25 febbraio 2019

25 febbraio. Giornata Mondiale della Commedia dell’Arte

25 FEBBRAIO

Quanti di voi sapevano che il 25 febbraio è la giornata mondiale della Commedia dell'Arte?
Io... non lo sapevo!
Difatti l'ho scoperto oggi, che è il 25 febbraio... e qualunque cosa fosse questa giornata dellaCommedia dell'arte io la perderò.
Nessuno che mi è venuto ad avvertire! Qualche attore, qualche organizzatore, qualche assessore...  che sia passato sotto casa mia per  strapparmi alle mie cinque calde coperte sotto cui cerco di ripararmi dal freddo e accompagnarmi nei luoghi della manifestazione. E questo che cos'è?

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Dunque, sul sito della COMMEDIA DELL'ARTE DAY si legge che l'associazione culturale SAT ha proclamato il 25 febbraio, in tutto il mondo il giorno della commedia dell'Arte a cui parteciperanno studenti e studiosi e professionisti del settore  con spettacoli, conferenze,   workshop a tema.

Che cosa è la SAT

La SAT Associazione culturale L'associazione (ecco il link della pagina di facebook),  riunisce i praticanti e i professionisti della  Commedia dell'Arte. 
Dal 2005 la SAT ha istituito l'Archivio Video della Commedia dell'Arte "incommedia.it"  (io ho guardato, ad oggi non c'è niente, vi ho trovato  traccia soltanto delle presentazioni delle scorse edizioni della manifestazione... mentre mi sarei aspettato di vedere qualche video di qualche commedia o di qualche tutorial o qualche intervista... ) completamente gestito dai rappresentanti di questa tradizione  e, nel 2008, ha presentato la sua domanda all'UNESCO per ottenere l'ammissione della tradizione della Commedia dell'Arte nella lista dei beni culturali immateriali. 

Nel 2010 SAT ha annunciato la "Giornata della Commedia dell'Arte" con il patrocinio del centro italiano dell'ITI - Istituto internazionale di teatro e della Commissione italiana dell'UNESCO ed è stata, per la sua attività di gestione di questa tradizione, ufficialmente riconosciuta dall'UNESCO come ONG attiva nel campo del patrimonio immateriale fino al 2015. 


Oggi, purtroppo è il 25 febbraio 2019 e no posso far altro che andare a spulciare il programma della manifestazione e scoprire che cosa mi sono perso.... e scopro pure che Napoli era la Capitale di questa giornata per il  2019. Grrrr...
Vabbè, vedo che qualcosa va anche oltre febbraio, chissà... forse ce la faccio.




Dettagli evento 2019


La particolarità delle manifestazioni organizzate quest'anno dalla capitale della Giornata mondiale della Commedia dell'Arte consiste nel loro svolgersi in maniera diffusa nel corso dell'intero anno 2019 e senza limitarsi alla città di Napoli. 
Le celebrazioni iniziano a Napoli con un corso sulle maschere di carattere a cura della “Familie Flöz” dal 22 al 24 febbraio,



continuano a marzo con il premio "ComeD'ORO" a Beppe Barra e Ferruccio Soleri, vedranno un convegno a maggio con i portatori della tradizione sullo stato dell'arte della commedia all'improvviso, una esposizione di maschere di Commedia nell'autunno 2019 con una pubblicazione dedicata ai costruttori di maschere e altro ancora da definire. 



Il tutto terminerà nel gennaio 2020 con una cerimonia di chiusura di questo anno di Napoli capitale della Giornata della Commedia dell'Arte. 
Immaginiamo manifestazioni che si allontaneranno il più possibile dall'autoreferenzialità, ma che, al contrario, si apriranno all'intero mondo della cultura attraverso la poliedricità propria di questa sublime forma d'arte. 

'aspita... allora ci stà ancora trippa sul fuoco. Vediamo cosa dice ancora il programma che trovate qui.

Ci saranno, oltre agli ormai collaudati eventi di Alta Formazione che coinvolgeranno maestri di chiara e indiscutibile fama e prestigio, al tema accademico che si espleterà in alcune Giornate di Studio coordinate assieme alle cattedre di Storia del Teatro delle Università Federico II, Suor Orsola Benincasa e L'Orientale di Napoli, attività innovative per la storia di ComeDì. 

In collaborazione con la Scuola Internazionale di Comics e alcune tra le più prestigiose Case di Antiquariato attive sul territorio, si è pensato di dar vita a una mostra che abbinasse opere della tradizione (incisioni, acquerelli, litografie...) con opere prodotte dalle mani dei giovani artisti che riproporranno la propria rivisitazione dei temi di Commedia dell’Arte. 

Soddisfatti i gusti della vista, anche quelli dell’udito saranno saziati. E' infatti in essere un’intesa con l’Orchestra Pietà de' Turchini specializzata in musica barocca che in occasione di ComeDì 2019 organizzerà concerti ed esibizioni musicali a tema “Opera Buffa”, naturale evoluzione musicale della Commedia dell’Arte. 
Coronerà tutta questa complessa macchina organizzativa una serata di Gala in cui saranno invitati ospiti, addetti ai lavori, rappresentanti delle Istituzioni, per una grande festa del Teatro e della Commedia dell’Arte.



Insomma, sulla carta sembra interessante anche se sembra ancora tutto in via di definizione. 
Se ci saranno aggiornamenti ( e se arriveranno ai miei orecchi) vi farò sapere.
Volevo solo aggiungere un ultima cosa che c'entra e... non c'entra.
A Napoli, nel 1990, ci fu una bellissima manifestazione dedicata interamente a Pulcinella di cui non mancherò prima o poi di parlarvi.
In quell'occasione ebbi modo di vedere alcuni gruppi teatrali professionisti o amatoriali rappresentare, spesso all'aperto, vere e proprie commedie della Commedia dell'Arte. Fu una manifestazione meravigliosa. Speriamo che, piano piano... anche quella di cui vi ho appena parlato, diventi altrettanto entusiasmante.
Comme dicette  Pullecenella " Stay tuned"

martedì 19 febbraio 2019

Pulcinella è arte, storia e cultura... ma non ci scordiamo che è pure una maschera di carnevale!!

Pullecenella è Napoli, Pullecenella è arte, Pullecenella è cultura, è storia. Pullicenella è vivo, Pullicenella è muorto, è 'nu fantasma, 'nu diavolo, 'nu psicopompo. Ma Pullecenella è pure 'na maschera di Carnevale... chest'nun c'o scurdamme!!


Altri tempi...  quando prima dell'invasione di halloween (che poi, alla fine, sempre rrobba nostra è) noi bambini ci riversavamo per le strade, scansando uova marce e farina, travestiti dei nostri personaggi preferiti... che erano Zorro, il cowboy, Actarus e Pulcinella, con la faccia inzaccherata di zucchero a velo delle chiacchiere e sanguinaccio.

Voi sapete vero... che il sanguinaccio veniva fatto con cioccolato fondente amaro e sangue fresco di porco... fino agli anni '90 prima che ne fu proibito la vendita proprio per scongiurare le possibili malattie trasmissibili? pare che  sopperisse anche alla mancanza di ferro nelle donne in "quel" periodo o per chi soffriva di anemia. 

Quelli che si vestivano da Pulcinella.

Tra quelli anch'io. In quel periodo Pulcinella era molto più presente nella vita di noi bambini. 
Lo vedevamo in televisione, quando trasmettevano le commedie di Nino Taranto o di De Filippo. Lo vedevamo qualche volta nella TV dei ragazzi sottoforma di burattino o guarattella. Lo incontravamo per strada nascosto nel teatrino e nei libri di scuola elementare dove c'era sempre la filastrocca dedicata al carnevale, con  lui  da solo o in compagnia delle altre maschere. 

Ecco un esempio di queste filastrocche.
A proposito:quest'immagine è tratta non da un libro delle elementari ma da un volume del 1944 dal titolo "TUTTO DI TUTTO" dello scrittore Enrico novelli. Non vi dice niente questo nome? Forse se dico YAMBO vi suona più familiare? NO? Vi dice niente CIUFFETTINO? Beh... se ancora brancolate nel buio andate nell'altro mio blog dedicato agli anni della TV dei ragazzi anni 60/70/80 e se invece avete capito di chi parlo... andateci lo stesso.


ma ritorniamo a noi:
Siccome a quei tempi non c'erano tanti soldi, uguale ad oggi, e c'era più capacità nell'arrangiarsi, no... questo oggi no, spesso i vestiti erano fatti di stoffe che si avevano in casa.
Una precisazione, i vestiti di carnevale erano realizzati in stoffa, lenzuoli ecc.. non confondiamoci con l'altro periodo in cui i ragazzini potevano travestirsi...vale a dire la Piedigrotta. Il giorno della Piedigrotta, di cui tratteremo in altri post, il vestito si era soliti realizzarlo interamente con la carta crespa e, nonostante il materiale decisamente povero e fragile spesso ne uscivano fuori dei piccoli capolavori anche migliori di quelli fatti in stoffa.
insomma, a Carnevale si lavorava molto di fantasia. Bastava una copertina ed ecco fatto il mantello. Ci si arrangiava. I nei delle damine venivano fatte con con il nero del fiammifero appena spento, le maschere costavano pochissime lire.
Le maschere di cartapesta, la prima da sinistra nella foto sotto, erano un prodotto più artigianale e costavano poco... ma giusto quel  poco di più.
Quando le portavi a casa... odoravano ancora di vernice fresca e, lo so... forse è una fantosomia, una allucinazione olfattiva, mi sembra che la mia ancora ha quell'odore.
C'erano poi le maschere di plastica. In genere Perfino quella che usciva vicino alla spada di zorro andava bene... ma se avevi un costume un po più decente, magari cucito dalla tua amorevole mamma, ti veniva probabilmente comprata quella un poco più somigliante alla maschera originale.





Una maschera che oggi è molto rara  da trovare è questa nella foto qua sopra. In plastica, formata dalla mezza maschera nera e dal cappello bianca.
Rarissima è invece, anche su ebay, quella tipo la foto qua sotto. Completamente di cartoncino con un elastico da orecchio a orecchio, gli occhi e il naso e la bocca fustellati. 




E voi? Qualcuno conserva delle foto in cui era vestito da Pulcinella?

Purtroppo parliamo di un periodo in cui periodo fare foto costava. Come sono lontani quei tempi vero? Altro che selfie. Prima di scattare una foto ci dovevi pensare bene perchè non si poteva tornare indietro e l'avresti pagata anche se ti scattavi la punta dei piedi.
Di conseguenza non molti hanno foto ricordo di quei momenti allegri e spensierati... addirittura qualcuno andava dal fotografo (che comunque non ti faceva un buco in petto come oggi).
Se qualcuno di voi conserva delle foto in cui era vestito da Pulcinella sarei felice di pubblicarle qui.