Enzo Moscato e il suo Pulcinella smascherato

ENZO MOSCATO E LA SUA INTERPRETAZIONE DI PULCINELLA


Durante la manifestazione "PULCINELLA MASCHERADEL MONDO" fu chiesto a Enzo Moscato di rappresentare la sua versione di Pulcinella, "come un nuovo “tipo” di una nuova tradizione, un nuovo trasgressore, temerario-vigliacco fuoricasta, un figlio del destino che è quasi un Pulcinella virato dal color bianco al nero." come ebbe a scrivere un giorno Francesco Taviani.
Lo stesso Moscato descrive così la sua visione del Pulcinella "(Napoli n.d.r.) è una città massacrata, insanguinata e mi interessa mostrarne il lavorìo continuo che non si vede: il napoletano si atteggia a essere vitalistico e iperenergetico – basta pensare al rumore della città – ma questo non è segno di vita, è tutt'altro. Allo stesso modo, la moina non è segno di vitalità, è tutt'altro. Pulcinella è un becchino, non la maschera che sembra.

Ecco un breve stralcio di un articolo d'epoca sulla messa in scena dello spettacolo dato al teatro Mercadante di Napoli: 


(...) Con Enzo Moscato il palcoscenico si è riempito di una magia densa e coinvolgente.

"Fuga per le comiche lingue tragiche a caso" ha la sintesi folgorante delle grandi intuizioni poetiche, la rarefazione e insieme la ricchezza polisemica di un linguaggio espressivo compiuto, maturo, vero e proprio microcosmo di segni. 

Questo Pulcinella lacerato tra i riferimenti rassicuranti della tradizione non più proponibile e le stravolte tensioni della città divenuta Fogna , Babele , Inferno , è una creazione di immensa forza poetica e drammatica, e l'interpretazione che ne ha dato Moscato è stata anch'essa straordinaria: quella voce dai ritmi di originalissima musicalità, quel corpo che disegna accenni di stilizzatissima danza, quegli scarni segni (una maschera - pelle strappata via, un lenzuolo insanguinato, lacerato, delle canzonette che annegano nel silenzio), le voci registrate di Pina Cipriani e Nico a delineare due universi contrapposti eppure vicini ... rito dionisiaco e grande teatro, che ha affascinato il pubblico tanto da indurlo ad un'autentica ovazione .




Di seguito, invece, uno stralcio  tratto dal sito drammaturgia.it per la presentazione del libro Orfani veleni Scannasurice, Signurì, signurì..., Co'Stell'Azioni, Orfani veleni dove si parlava dello stesso teso.

(questo operato su Pulcinella n.d.r.) ... è un «esercizio di de-mascherazione» (...)  scritto (su sollecitazione esterna) nel 1990 e composto da numerosi frammenti di varia natura, alcuni ricavati dalla Tradizione (i dialoghi fra Colombina e Pulcinella) e altri - presi in prestito da precedenti lavori moscatiani - risalenti a una vera e propria «es o anti-Tradizione»: l'esterno e l'interno, il noto e l'ignoto, il sopra e il sotto, la memoria e l'oblio sono così chiamati a fondersi e a interagire fra di loro, e a portare avanti, dandosi la parola l'un l'altro, un discorso sulla «Maschera», intesa - nietzschianamente - come uno strumento per proteggersi da ciò che di perturbativo e orrendo c'è dentro di noi. Il protagonista di Orfani veleni, per esempio, «il (cosiddetto) burattino» Pulcinella, si mette la maschera per proteggersi da se stesso, ovvero dalla vera e propria incarnazione della terribilità dell'inconscio: «non stupido re dei maccheroni, non cacasotto dispensiere d'allegria, niente strafottente o ingordo voltagabbana, ma solo un insieme sinistro di segnali, un intreccio, assurdo e surreale, di suoni e di lingue, disinvoltamente spalancati su Qualcosa di Spaventosamente Indefinito». «"Bella" metafora di morte», "bella" perché fa paura, Pulcinella, oggi, «dinanzi al quotidiano imbarbarimento, di fronte all'inarrestabile devastazione di cose e sentimenti» di una città come Napoli, invita gli artisti ad affrontarlo: ad affrontare il tema della morte, per cercare di tramutarlo in «urlo fortissimo di vita, di rispetto per la vita, di ferma custodia della memoria». 



Mario Garbetta sogna Pulcinella

Circa nel 1996 realizzai la grafica, l'impaginazione e la stampa per MARIO GARBETTA del libro La Pittura A Napoli Dall'Ottocento Ad Oggi



Nello stesso periodo Garbetta mi commissionò l'impaginazione e la stampa anche un piccolo libretto di circa 66 pagine, dal titolo BASTA!!! . Per questo libretto realizzai anche il disegno della copertina e qualche disegnino all'interno. Naturalmente, il protagonista della copertina era, guarda un po': Pulcinella.

Chi è Mario Garbetta

Per rispondere alla domanda "chi è Mario Garbetta" vi invito a guardare il video che linko da youtube che è abbastanza esauriente. Inoltre, vi cito qui anche la sua pagina su Wikipedia perchè racconta anche la sua storia di attore e produttore di film. 



Il libro BASTA!!!!




Questo libretto edito dallo stesso Mario Garbetta per la sua Associazione Arte Italia '90 è un breve racconto, con diversi riferimenti alla politica dell'epoca, raccontati attraverso l'espediente del sogno.

"Mario, rilassato nell'accogliente poltrona, aveva la sensazione di scivolare a poco a poco in un riposante abbandono, soccombendo alla tensione ed alla stanchezza accumulata durante la giornata". 
Il libro inizia in questo modo. Dopo essere "scivolato" nelle braccia di Morfeo, Mario riceve la visita di Pulcinella che gli compare annunciandosi con un suo tipico sberleffo: "perè, ppepee!".

Pulcinella diventa lo spirito guida che accompagnerà  Mario attraverso le vicende ed i personaggi politici dell'Italia degli anni '90.




Il volumetto è allo stato attuale introvabile, anche perchè fu edito come "esemplare fuori commercio" e stampato per essere distribuito durante manifestazioni, fiere e personaggi di spicco del momento.

Sulla copertina sono individuabili personaggi come (in alto a DX) Bossi, Craxi, Andreotti, Buttiglione, Fini, Berlusconi.