lunedì 7 gennaio 2019

Napulitan Horror Story, ovvero Pulcinella Zombie



Il fumetto è del 2014 ma io ne ho avuto una copia nel 2018.
Anzi, nel 2018 sono proprio venuto a conoscenza di questo fumetto che, a quanto pare fu presentato al Comicon di Napoli del 2013 confermando la versalità del nostro personaggio amato ad essere tramutato in fumetto, come già fu nel 600 con lo "'ntrattenimento per li piccerille" poi per "Pulcinelleide" (dello stesso autore di chi scrive questo blog" alla copertina di Topolino (come avete già letto su un altro mio articolo).

Artefice di questo prodotto è il collettivo Art Steady di Napoli che, secondo quanto riportato sul loro blog, è un collettivo fondato e coordinato da Andrea Errico. formato da diversi talenti e professionisti in vari campi artistici.

Arte Steady è nota anche per realizzare opere in ambito fumettistico, principalmente storie autoprodotte. Il gruppo è costruito e finanziato dal lavoro, dal capitale, e dalla passione degli stessi membri.

Ecco alcuni titoli delle loro opere:
Le disagevoli avventure di Cisk
la famiglia frattaglie, demon's daughter,
storie 'e merd (un fumetto di sfasciascienza che non te lo manda a dire)
la commedia sexy all'italiana
revenger's league
47 deadman talking.

47 deadman talking, 47 morto che parla, diminuito in 47DMT, di cui trattiamo qui, è una miniserie di genere horror/umoristico che si ispira alla fortunata serie americana WALKING DEAD giunta alla fine con il numero 5 (esiste anche un numero 0).

DMT ci presenta sei personaggi, tutti napoletani che cercano di raggiungere un luogo sicuro spostandosi in una città invasa da morti viventi.
Oltre alla più classica tematica del viaggio, caratteristica del genere horror, ciò che emerge è la genuinità dei personaggi e l’umorismo con cui il gruppo supera il momento drammatico.

Gli zombi vengono qui chiamati i kitammuorti e sono cacciati da un  sexy gruppo di vrenzole* napoletane composto da Speech, Titina, Mariarca, Assunta e da Gennaro... che con le vrenzole c'azzecca poco.

*in napoletano antico una vrenzola era un termine dispregiativo per indicare una donna sciatta e malvestita, una stracciona, e per estensione una donna volgare nei modi e nel parlare. Oggi potremmo chiamare vrenzola una Tamarra mastica chewingum e dai gusti discutibili in fatto di moda e dal comportamento sguaiato.

Il numero in mio possesso è precisamente il numero due  dal titolo, appunto, vrenzole vs kitammuorti ed ha in copertina un Pulcinella brutto brutto, metà maschera dagli occhi rossi e metà completamente scolato** dalla putrefazione... intento a ponderare se sia il caso di abbandonare la amata pizza per sgranocchiare quelle figlie di 'ntrocchia delle vrenzole che combattono gli altri suoi colleghi morti.

** consunto nella putrefazione fino ad aver fatto completamente scolare ogni fluido corporeo.

Pulcinella, disegnato da Andrea Errico,  compare solo in questa copertina, e, credo e non è un protagonista della mini saga.

Pullecenella: ueeehhhh... ma avulimm'ferni? ma a 'o sapete che a mme 'i morti mi fanno impressione!!! E sapete come li combatto? Così: Tie!
disegno-tributo realizzato da  Pasquale Qualano e pubblicato sullo stesso fumetto.

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