mercoledì 18 marzo 2015

Cominciamo con una bella ‘rattata di…


 Non penso che ci sia personaggio letterario, esistito veramente o immaginario a cui sempre viene aggiunta la parola “ultimo”  ogni qual volta viene nominato… come succede a mme!  
Tizio è l’ultimo Pulcinella… Caio è stato l’ultimo Pulcinella… nossignore: è stato Zempronio ad essere… l’ultimo Pulcinella!!!

 E se non è tirare i piedi questo… che cos’è? Ma perchè l’ultimo? Ma chi l’ha detto?  E non è che la parola ultimo... per questi signori significa “ che viene dopo una serie di altri Pulcinella… per cui… questo è l’ultimo della serie”.  Niente affatto. Loro dicono ultimo proprio per dire “dopo di questo non ce ne saranno più!!! E che cos’è sta jettatura? Ma perchè mi dovete tirare i piedi? 

Avete cominciato con Totonn’o pazzo Petito che pure dite che è stato l’ultimo Pulcinella, ma vi siete scordati che dopo di lui c’è stato Rafele Viviani? De Muto? De Filippo, Tommaso Bianco, Massimo Ranieri, Massimo Troisi… tutti ultimi Pulcinella… ma io stò ancora quà! ‘ndrànghete.  

Ma almeno, quando questi dicono "ultimo Pulcinella"  mi usano la cortesia dell’allusione… del sospetto, della previsione funerea che potrebbe avverarsi ma che potrebbe pure non avverarsi. 
Ci sono altri invece…. che non la pigliano tanto alla lontana: Il sociologo Domenico De Masi parlando di  Pulcinella affermò: “Se ne parla fin troppo, Napoli è piena di Pulcinella (… ) Se si parlasse d’informatica quanto si parla di Pulcinelli o di Gatte Cenerentole, saremo a cavallo. "  oppure, sempre secondo il parere di altri studiosi e giornalisti “ É stata travisata l’implicazione sociale di Pulcinella ed è diventato il simbolo della napoletanità più deteriore. Forse ne è addirittura la causa.” e dulcis in fundo “Ci si è serviti di questa maschera per nascondere i nostri sensi di colpa, di servilismo, di adattamento. Riflettere i nostri complessi di inferiorità, di sconfitta: ecco perchè l’abbiamo rimosso. All’estero è diverso. La maschera stravolge queste linee finendo con il rappresentare solamente qualcosa di comico." 
E che sono diventato? Mò?  ‘Nu terrorista? 


È morto Pulcinella, Canzonetta.
Tosi Francesco Paolo, Fontana Ferdinando
interpretata da Damiano Salerno



 Ascoltate, invece, quello che dice Eduardo de Fillppo (refrisco all’anima sua)…  
"Lo spirito di Pulcinella, che è l’anima di un popolo... non muore mai.
Ah... che consolazione. Così parlano le persone intelligenti...

Ferdinando I, Re di Napoli" (Gianni Franciolini, 1959)