P come Pulcinella, come Passione, come Pernazza e come compagnia Pulcinellarte

MANUEL PERNAZZA 


 Cosa mi aspetto da un attore? Che sappia imparare una parte a memoria e recitarla a pappagallo? No, certamente: certi ragazzini di scuola media apprendono e ripetono facilmente tutta la storia di “Aldo Cambio di Guastalla che era tondo come una palla” ma nessuno di loro ha mai vinto l’Oscar.
Forse da un interprete pretendo che riesca a darmi delle emozioni? Si, certo. Anzi, decisamente si. 
Voglio che l’attore mi faccia piangere per l’emozione piuttosto che piangere per “il” suo modo  di recitare. Ma non basta. 
Personalmente credo che un Artista (e intendo Artista di ogni forma d’arte) deve trasmettermi l’amore per il Suo mestiere,  la SUA passione e l’interesse vivo per essa. 
Io questa passione la percepisco quando penso alla coppia Manuel Pernazza e ad Alessia Luongo che portano avanti l’antica tradizione della commedia dell’Arte e dei Burattini nel loro “San Carlino” portatile  al Giannicolo a Roma”.
Sento la passione nella loro ricerca dei testi e del loro tentativo di “riformarli” per i tempi moderni cercando di lasciarne inalterate le antiche caratteristiche tradizionali, nella ricerca delle sonorità di strumenti antichi e nella ricercatezza dei costumi e degli oggetti di scena. 

Avverto nella coppia quella determinata dedizione che si esprime in un modo di vivere lontano dai valori imposti da una società multimediale ma fredda, come quella in cui viviamo. L’idea di voler recuperare dall’antico le virtù da applicare ad un  presente che appare essere sempre più vuoto.
Mi viene quasi alla mente il monologo di Riccardo Pazzaglia dal film Così parlò Bellavista 

“Geppì bello dello zio che cosa vuoi per questa tua nascita? Dice voglio un cavalluccio, tanto che io quando ho sentito questa cosa del cavalluccio mi sono commosso perché in questo mondo crudele, in questo mondo infame per cui, in cui perfino le creature… vogliono chisti giochi, comme se chiammano’, i giochi nevrotici… i giochi di guerra, uar gheims!.. quello cosa voleva? Un cavalluccio! Mi sono  commosso, mi dovete credere! Mi sono commosso!”


PERNAZZA MANUEL

Manuel Pernazza nasce a Roma il 12 Agosto del 1999, da piccolo s’innamora della maschera di Pulcinella grazie alle incursioni dietro le quinte del burattinaio Mauro Apicella al Pincio o agli spettacoli dell'artista Carlo Piantadosi (morto nel 2012)... di cui gestirà in seguito il suo partrimonio artistico e il suo teatrino.



Debutta con una Pulcinella per burattini nel 2004 (a cinque anni) presso il teatro di Roma “San Carlino” e da li inizia la sua attività teatrale. 
Manuel Pernazza viene considerato come  il più giovane interprete della maschera di Pulcinella (attore, burattinaio e autore), vince il premio “Anima” con il comune di Roma e viene  nominato “Ambasciatore del Museo di Pulcinella”. 




Nel 2009 Marco Perillo scriveva per il corriere del mezzogiorno:
Si chiama Manuel Pernazza e ha appena compiuto dieci anni
Non è un azzardo dire che si tratta del burattinaio d’Italia. Già da qualche tempo, appassionato di maschere e guarattelle, si esibisce per i bambini ricoverati del Bambin Gesù di Roma. Ieri, nel giorno del suo compleanno, ha potuto realizzare il suo sogno: visitare Acerra, la città natale di Pulcinella. Arrivato nel museo di Acerra, sito nel castello baronale, Manuel è scoppiato in lacrime di gioia. 
Ha potuto poi esibirsi nel teatrino dello stesso museo, dando vita alla maschera custodita gelosamente al Palazzo. Incantato dall'atmosfera di gioco e cultura dell'esposizione che tra gli altri contiene bozzetti di Tiepolo, sculture di Massimo Perez e una sezione dedicata al Pulcinella interpretato da Massimo Troisi nel film «Viaggio di capitan Fracassa», per Manuel è stato un onore essere invitato dall'interprete della maschera Carmine Coppola a dare vita al burattino: una guarattella che ha riscosso tanto successo da spingere il presidente dell'associazione culturale «Acerra Nostra», Eustachio Paolicelli, a invitarlo nuovamente per il periodo natalizio. 
C'è un motivo preciso per cui Manuel adora Pulcinella: grazie a lui è riuscito a superare un trauma infantile. «La sua passione per i burattini - ha raccontato la madre Mirella - è nata quando aveva appena 18 mesi. Lo portavamo al Gianicolo, dove c’era l’unico teatrino di maschere, e lui si divertiva un mondo a guardare Pulcinella che discuteva sul palco. Pulcinella lo ha anche aiutato a superare alcune difficoltà nel linguaggio dovute al trauma subito durante il parto. Negli anni scorsi ha subito un intervento, ed i medici hanno faticato a togliergli il burattino prima di entrare in sala operatoria. Ora lo chiamano e lui si esibisce per i bambini ricoverati al Bambin Gesù». L'esempio di Manuel è di quelli che dà speranza per il futuro della maschera, che a Napoli e in Italia conta sempre meno interpreti. 

 

Un tradizione che attualmente è portata avanti con non poche difficoltà da Bruno Leone (attualmente ancora senza una sede per il suo teatro-museo), famosissimo in tutto il mondo e detentore di un'arte che si tramanda dal Medioevo. Pochi i suoi allievi, tra cui il celebre Salvatore Gatto. Chissà se Manuel, un giorno, non possa diventarlo.

Successivamente, Manuel ha studiato teatro con vari maestri, tra cui Carlo Boso, Gabriele Guarino e Cecilia Errede. 
Sulla scena ripropone scenari classici del Teatro Ottocentesco con la maschera di Pulcinella, in particolare modo le commedia del celebre Antonio Petito  ed è anche autore di diverse commedie tra cui : La storia di Donna Rosa Leone; Il rapimento di Donna ‘Sabella; Pulcinella in galera per fame; Pulcinella servitore di Teresina; il suicidio di Pulcinella; Il passaggio dell’amor morto; Pulcinella pigliato per un conte spagnolo (ed è autore anche di numerosi adattamenti di commedie scritte dai maestri Antonio Petito e Giacomo Marulli.). 

Dopo circa dieci anni che Manuel interpreta questa gloriosa maschera, gli viene donata la maschera dal Pulcinella “Silvio Napoli” prima di una rappresentazione di Manuel per il presepe vivente di Valogno. 

Partecipa a diversi festival tra cui “Le regioni del teatro” e PULCINELLAMANIA festival di commedia dell'arte in collaborazione con Teatro Mongiovino (2021) e riceve numerosi premi tra cui  miglior spettacolo "Pulcinella servitore di Teresina" per il festival "Figuratevi... di essere bambini" nel 2012  


Gestisce inizialmente il teatrino del carro di Pulcinella  oggi, insieme alla sua compagna d'Arte e di vita Alessia Luongo  ha fondato la compagnia  PULCINELLARTE , nasta con lo scopo di riproporre l’antica tradizione napoletana, in particolare soffermandosi sulla Commedia dell’Arte. Un progetto volto al recupero della tradizione teatrale, musicale e artistica della cultura campana utilizzando la commedia dell’arte attorno alla figura di Pulcinella, le guarattelle napoletane e la musica















Alessia Luongo


Manuel incontra nel suo percorso artistico, Alessia Luongo: Attrice, cantante, musicista, speaker e doppiatrice pubblicitaria. Dopo il diploma come attrice professionista, inizia uno studio al Conservatorio Licino Refice a Frosinone in musica antica (liuto, tiorba, canto gregoriano e chitarra barocca).
Il suo percorso artistico le fa decidere di specializzarsi nella commedia dell'arte e rifonda il progetto Pulcinellarte di e con Manuel Pernazza, progettando assieme a quest'ultimo il manifesto della commedia dell'arte partenopea. 
Quindi, assieme  al compagno di scena e di vita  studia e approfondisce l'arte delle guarattelle, aggiungendo alle sua tecniche così, anche l’arte della burattinaia.
Lavora su diversi generi dal comico al tragico, su diverse estetiche dal teatro popolare a quello più borghese. Produce suoi monologhi come “THEA” legato alla tematica del femminile, “Lu cunto de Maddalena” legato al cunto campano. 
Fonda il gruppo musicale “Tammorr’ ‘e rose”.  Approfondisce la tecnica del canto popolare e barocco col Maestro Nando Citarella, tecnica di chitarra battente e chitarre antiche col Maestro Riccardo Medile e al Conservatorio studia liuto e strumenti antichi col Maestro Simone Vallerotonda.












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