mercoledì 4 maggio 2016

Totò non ha mai interpretato Pulcinella al cinema.... Ma quando mai?


Nel 1993, minuto più minuto meno, a Napoli si tenne una bella ed interessante manifestazione dedicata a Pulcinella il cui titolo era "Pulcinella maschera del mondo" ma,  di questa manifestazione, parlerò in un mio prossimo post. La Electa Napoli pubblicò un librone di quasi 500 pagine, curato da Franco Carmelo Greco, storico del teatro e studioso di fama internazionale,  docente di Letteratura teatrale e di Storia del teatro moderno e contemporaneo presso l’Università degli Studi di Napoli “Federico II”.



In questo  librone,  per il quale all'epoca mi salassai di ben settantamilalire, tra i tanti articoli mi fece sobbalzare dalla sedia quello di Orio Caldiron (professore di Storia e critica del cinema presso l’Università «La Sapienza» di Roma, dove insegna anche Storia del cinema italiano.) e Matilde Hockofler (anch'essa ricercatrice e scrittrice di libri sul cinema). L'articolo è molto interessante e passa in rassegna alcune pellicole italiane in cui è presente Pulcinella parlando, ad esempio, di  "Carosello Napoletano", "la carrozza d'oro"  o di Petrolini nel "Pulcinella guardiano di donne".
Poi, dopo aver parlato dell'interpretazione di Eduardo de Filippo di Pulcinella nel film "Ferdinando I Re di Napoli"  continuano con un accenno a Totò… che io riporto:

<(…) Totò ha vissuto intensamente l'inconciliabilità tra cinema e teatro, tra la ricchezza originaria della sua esperienza teatrale e la compromissione con il set cinematografico, tra le tentazioni alte e le pratiche basse.Nel segno del sincretismo rivivono in Totò i momenti migliori di una tradizione ricchissima, secondo un percorso contraddittorio e che va da Pulcinella, "la maschera proletaria per eccellenza", a Sciosciammocca, il personaggio-uomo della farsa borghese.In Totò prevale la maschera. "Mossa dalle fami e dalle seti primarie, quelle di cibo e via via, ma successive, quelle di sesso e di tranquillità, di minimo e essenziale benessere perennemente distrutto dalle ferree leggi della società di scarsità, che non permette soste e che costringe ogni giorno, per ogni pasto, a nuove invenzioni, a nuovi modi di "arrangiarsi". Totò debuttò come "mamo" nelle farse di Pulcinella, conobbe i Pulcinella del suo tempo, ha preso quasi tutto l'essenziale da Pulcinella (Fofi, 1987, p.84).>

un articolo stupendo… ma che, anche se perdonabile si conclude con un inesattezza:

<Certo, nella sua (di Totò ndr) debordante filmografia Pulcinella non c'è. Sembra assente. Ma è solo per eccesso di presenza. Totò è "l'archivio generale" dei lazzi di Pulcinella. Il suo cinema secolarizza la maschera in una straordinaria galleria di incarnazioni e di varianti che fanno di lui grande Pulcinella della contemporaneità>

E invece eccolo: Totò, nel film Figaro qua, figaro là del 1950 diretto da Carlo Ludovico Bragaglia

Immagine tratta da Figaro qua, Figaro là ricolorata da Italia colorizzata

Immagine tratta da Figaro qua, Figaro là ricolorata da Italia colorizzata

Il film è una parodia del celebre Barbiere di Siviglia.  Figaro viene multato perchè la sua bottega rimane aperta anche di domenica.
Il conte di Almaviva si offre di pagare la multa purchè Figaro lo aiuti a sposare Rosina,figlia del governatore. Il giorno delle nozze Figaro organizza uno spettacolo e con uno stratagemma fa sposare i due. Il governatore insegue Figaro che si nasconde in un cannone, ma viene sparato proprio sulla soglia della sua bottega: è domenica viene arrestato ma poi fatto liberare dagli sposi. (dal sito antoniodecurtis.com)

Questo è l'unico film in cui Totò e Renato Rascel hanno lavorato insieme e la produzione del film sembra essere stata molto costosa per l'epoca con un budget di circa 131 milioni di lire. È anche l'unico film in cui il principe della risata indossa i panni di Pulcinella al cinema mentre era avvenuto a teatro, una decina di anni addietro, durante la rappresentazione di Quando meno te l'aspetti.

Ecco di seguito la scena del film 


La sposa scambiata

Narratore: 
- Spettatori illustrissimi. Ciò che adesso vedrete è poca cosa, invero. Ma voi… compatirete. Vedrete Recimero, il grande trasformista  che cambia personaggio, volto e costume a vista. Quindi dal palcoscenico verrà fra le signore Antonio Buricelli  famoso domatore di pulci… per quanto oltremodo piccine dan dei punti a moltissime celebri ballerine. Ma… una farsa in due atti vi verrà presentata innanzitutto il cui titolo è: "la sposa scambiata".  Matamoro, in tal farsa, invece della bella, innanzi ad un notaio, impalma Pulcinella. Questo è il nostro programma e se voi lo gradite, signori gentilissimi vi prego, applaudite.

Entra in scena, saltellando, un conte (MarioCastellani)

- son già le dieci… e il mio servo Pulcinella ancora non si vede. Certamente ne avrà combinata qualcuna delle sue.
Pulcinella, alias Totò che nel film interpreta la parte di Figaro... è fuori scena
- Non ti pago! Non ti pago!
- Eccolo  che viene da questa parte
Pulcinella entra
- Sembra un agente delle tasse!
-Sei qui Pulcinella?
-Sissignore.
-Bando alle ciance! Il tempo stringe! Prestami per un istante l'udito!
Pulcinella fraintendendo gli orge un dito
-Teh!
-Ma non questo!
(ancora fraintendendo)
-Questo?
-Nè questo nè quello!
-E allora quale vuoi?
-Ho detto prestami…
-… lu dito!
-Ma no. Prestami l'attenzione. Ascoltami.
-Sissignore.
-Dal quale mi vedi: io sono un uomo che la passione di soppiatto devasta e che l'affetto uccide.
-Anche a me, sai.
-Che cosa?
- Anche io sono un uomo che ci ha la passione di un bel piatto di fagioli con la pasta e due fettuccine… nell'acìto.
-Ma cosa hai capito? Ma no… io brucio…
-Ma allora chiamo i pompieri?
-No, Pulcinella, brucio d'amore…. amore… amore. Tu devi sapere che da tempo io amo la bella Rosaura.
-E lei lo sa?
-Certamente!
-È innamorata di te?
-Si.
-E tu ti sei mai visto nello specchio?
-Si.
-Si? Guardami in faccia… (gli sputa in un occhio)… 'a faccia 'e soreta.
-Non solo io la amo… ma lei mi ama.
-Ma chi è?
-Rosaura, la figlia del governatore della città. Don Pancione. (in sala è presente anche il vero governatore, anch'esso ignaro, che ride a crepapelle)
-La figlia di don Pancione? Ah ah ah… quel fetentone? Ah ah ah… quella testa di provola? Quel sacco pieno di strutto? Ah ah ah…
- Ma la tragedia è questa: egli non vuol concedermi la di lei mano, e vuol far sposare la bella Rosaura… al capitano Matamoros (Giammi Agus alias Conte d'Almaviva).
-No!?
-Si!
-Al capitano Metamorfo?
-Matamoros!
-Beh… è li stesso. A quello scorfano? Ah ah ah… a quel lumacone? (intanto il vero spasimante di Rosina, Renato Rascel alias Don Alonzo,  bersaglio ignaro della parodia che stanno facendo di lui, è seduto tra il pubblico scompisciandosi dalle risate fino a sobbalzare dalla sedia).
-A quello scartellato!
-Bisogna impedire a qualunque costo questo matrimonio.
-Ci vuole un impedimento.
-Si, un impedimento. In queste circostanze… ci vuole un astuzia. Facciamo una beffa al governatore.
-Ci stò.
-Ti vesti da sposa e prendi il posto della mia Rosaura. E ti fai impalmare dal capitano Matamoros.
-Ma non è possibile…
-Vai a vestirti da sposo
-Ma guarda un po'… per un fetentissimo testa di provola di un governatore… i guai che debbo passare. Pure da donna mi devo vestire? 
-Si
-Mannaggia la miseria… faccio un macello!

A questo punto Pulcinella esce e si traveste da donna. Nello stesso momento  Rosina, che è tra il pubblico, si alza con la scusa di un mal di testa e si allontana.
L'inganno  si conclude con Totò, finta Rosina, che si siede a fianco a Don Alonzo al posto di Rosina e quest'ultima che in scena, coperta di un velo, e con l'aiuto di un vero notaio complice, sposa il suo vero amante, il conte d'Almaviva, ancora travestito da Matamoros.   
Finale con tutti che si grattano come disperati  a causa delle pulci scappate dal fazzoletto del domatore Buricelli.