martedì 10 maggio 2016

Tarantella Napoletana di Camillo Mastrocinque


Armando Curcio (1900-1957) fa purtroppo parte di quella folta schiera dei grandi napoletani del teatro italiano del Novecento che rischia di finire nel dimenticatoio. Nato appunto a Napoli e trapiantato prima a Milano e poi a Roma, giornalista, umorista, novelliere, autore di libri per ragazzi, caricaturista ed editore, rivelò sulla scena la sua ispirazione più autentica. "A che servono questi quattrini" è una macchina per ridere dal funzionamento assolutamente perfetto. Ridere in maniera pulita e intelligente, merce sempre più rara. E grandi esempi di teatro comico sono anche "I casi sono due" (dal quale nacque la strepitosa maschera di Pappagone), "La fortuna con l'effe maiuscola" (scritta con Eduardo) e "Casanova farebbe così" (scritta con Peppino). (Cristiano Esposito sul blog Teatro e Passione)





Per il teatro scrisse anche "Tarantella Napoletana" che fu poi riproposta nel 1953 al cinema dal regista Camillo Mastrocinque.

In questo film viene raffigurata l'oleografia napoletana, fatta di canti, danze, macchiette e folclore della città partenopea. 
E' la trasposizione cinematografica della Rivista omonima, spettacolo teatrale costituito da una serie di variopinta di quadri, scenografie, scene e macchiette, intese ad illustrare Napoli, nei suoi aspetti più caratteristici, nei suoi panorami nel suo folklore nelle sue danze e canzoni, nei suoi tipi popolari. 
Nonostante il film dovrebbe essere a colori esistono in rete solo immagini dello stesso in bianco e nero... 

Il film è precedente di un solo anno da quel capolavoro, di cui parleremo in un alttro post, che è "Carosello Napoletano" (Ettore Giannini 1954) e in qualche modo ne anticipa il clichè: tante canzoni, tanta cartolina e tanti buoni sentimenti... 
Qui, nel film di Mastrocinque, Pulcinella è interpretato da Mario Frera , papà del cantautore Paolo Frescura interprete della famosa canzone anni 70  Bella dentro.
Mario sposerà l'attrice Rosita Pisano e lavorerà nella compagnia di De Filippo e successivamente con Nino Taranto poi, al cinema,  con Peppino De Filippo, Totò, Sofia Loren e interpreterà numerosi film  di cui "il camorrista" è l'ultimo.


Tarantella Napoletana, dicevamo, è un raccoglitore di musiche e scenette. La trasposizione cinematografica cerca di proporre al pubblico una visione da teatro, con tanto di fondali dipinti e attrezzi di scena scarni. Ci sono riferimenti a personaggi della Napoli antica come lo scrivano,  il cantastorie, il suonatore di pianino, il guappo 'e cartone, la shantosa ecc...
C'è anche una scena in cui un attore cerca di imitare il personaggio di Totò




Aprono la rappresentazione... Pulcinella e Colombina recitando una versione semplificata di una prosa di Salvatore di Giacomo (che sarà ripresa poi a Peppe Barra in "signori io sono il comico" come vedremo più in là). 

Un teatrino richiama una folla di ragazzini. Totò burattino e un altro personaggio salutano:

Pers. - Pubblico rispettabile, inclita guarnigione, comincia lo spettacolo con una delusione
Totò - Non è, secondo il solito, apparso innanzi a voi... Pulcinella con il diavolo, ma siamo apparsi noi!
Pers. - Haimè... stavolta il diavolo ci ha cacciato la coda.
Totò - E dal desìo di evadere, secondo vuol la moda, è stato preso il povero buffone infarinato.
Pers. - Col favor delle tenebre... Pulcinella è scappato.
Totò - È tornato tra gli uomini. Sta cercando gli incanti della sua vecchia Napoli e i colori e i canti che un tempo gli appartennero.
Pers. - Ora recita il mea culpa fra pianti e gemiti. haimè, che brutta idea.
Totò - Morale della favola: è sempre un grave torto tornare ai dì che furono... poiche... il passato è morto.

Il sipario del teatrino si alza e vediamo Pulcinella in carne ed ossa appoggiato mestamente su un lampione e colombina da poco sopraggiunta che si accorge di lui.

Colombina - Pulcinella? Che fai? Che t'è successo?
Pulcinella - Uè? Palummè? Sciasciona mia. Ah che bellezza vederti. Ma 'te veco overamente oppure sogno?
Colombina - Songh'io, songh'io... s'ò Colombina toia. Zuccariello mio. Maschione mio!
Pulcinella - Quanto sì bella. Sì azzèccusella e bella comm'a 'na sfugliatella.
Colombina - Uè... e nun fà 'o scustumato. Ma che hai fatto? Non stavi a San Martino? (il museo dove sono tenute cose appartenute ai più grandi Pulcinella n.d.r.)
Pulcinella - Come putevo stà sempre ll'à 'ncoppo? Me ne songo fujuto.




Colombina -  Scappato? Ah pazzo mentecatto! Tu che diavolo hai fatto?
Pulcinella - Niente! Palummè... te lo giuro... per quanto voglio bene ai maccheroni. Niente ho fatto. Ho dato lo sfratto al padrone di casa e zitto zitto me ne songo scappato.
Colombina - Sciagurato! Per le strade di Napoli? Solo, sperduto, stanco. E si t'arrestano?
Pulcinella - E mi faccio arrestare. Tanto è finito tutto. Tu nun saie quanto cammino me sò fatto. Addò stà cchiù Napule mio? Chiù niente... Palummè.



versione a colori dal sito ITALIA COLORIZZATA

Colombina - Povero Pulcinella
Pulcinella - Palummè...
Pulcinella - Tornatene llà sopra, a San Martino non è comica cchiù sta farsa che viviamo. No... chesta chitarra ccà làssala a terra. Mettici il lutto, mò se parla 'e guerra. 'e bbombe atomiche. Vattene a San Martino che starai meglio imbalsamato dint'a 'na curnice. E quando 'e furastiere 'te vengono   a vedè diglielo pure: chi mi ha ucciso ha ucciso tutta un epoca felice vienetenne cù mmè... Pulllecenè.






Scheda del film
Tarantella napoletana
sceneggiatura Armando Curcio
Profuttore Titanus
Cast