mercoledì 6 maggio 2015

Ovvì ll'oco ll'acqua!!! E mo' andiamo nel pesante: signori e signore TOMMASO BIANCO. (parte 1)


Ovvì ll'oco ll'acqua!!! E mo' andiamo nel pesante: signori e signore TOMMASO BIANCO.


Tommaso Bianco, appartiene a quella razza di attori che hanno una presenza scenica enorme. Di quelli che  li senti anche dal fondo del teatro pure senza microfono, che li vedi pure se stai agli ultimi posti. 
Quando indossa il camicione di Pulcinella, che gli  ingrossa ancor di più la figura nello spazio scenico, egli  diventa gigantesco, come lo è la sua arte.
A mio parere il Bianco... no, forse è meglio lo Bianco... insomma... isso... è quello che indossa i panni di Pulcinella con più disinvoltura e maestria, quello che meno si sforza per "impostare" una voce posticcia che può risultare alla lunga fastidiosa. Che, soprattutto evita, quando può, di scadere nell' l'insopportabile Pulcinella piagnucolone (come invece fanno tutte le nuove reclute della maschera.


Dire che il Pulcinella di Tommaso  è figlio del Pulcinella di Eduardo forse è riduttivo ma indubbiamente l'influenza Eduardiana si sente molto, o forse è più un affinità di idealizzazione del personaggio, ma a questa pesante eredità si aggiungono ulteriori elementi fanciulleschi che sono evidenti soprattutto nella commedia 'o coraggio de nu pumpiere napoletano. 

Ogni movimento di Tommaso Bianco, andrebbe rivisto con la moviola per scoprire che in realtà esso è  un insieme di movimenti: se alza il braccio contemporaneamente la gamba si solleva, l'anca si sposta e la spalla  e si muove in avanti. Se dice "ma che vvuò?" tutto il suo corpo si muove, non soltanto le mani.
Ogni movimento genera un quadro plastico. Una statuina di Capodimonte. Una sorta di balletto che più che visto viene  "percepito" dallo spettatore.

La maschera di cuoio che egli indossa, sullo stile della maschera di Eduardo, è uno spettacolo essa stessa. Ottima manifattura, lucida, e con chiaroscuri e che la rendono drammatica e severa ma da cui traspaiono anche tutte le altre espressioni degli altri sentimenti  umani
La "divisa" da Pulcinella è molto elegante ma non ci troviamo di fronte al classico camicione "sguallariato" da fornaio o da pescatore, esso  è vero e proprio abito elegante che quasi è in contrasto con la presunta natura contadinesca di Pulcinella.  Dalle spalle della camicia partono delle onde di tessuto che non possono non far pensare a quei drappeggi dei chitoni greci (ghiateve a vedere che cosa è il chitone). Le pieghe sulla pancia, quelle che dovrebbero suggerire una perenne gravidanza della maschera, sono precise e fanno venire alla mente i fusti scanalati  delle colonne dei templi greci. 




Oggi l'attore di Arzano, nato nel 1943,  vive a Bologna dove continua a recitare in dialetto e a diffondere l'insegnamento del teatro, della maschera e le sue tradizioni  con una sua Scuola di Teatro.